4 marzo 2016

1831 - Come il banchiere Alessandro Torlonia fa diventare la crisi un'occasione d'oro..

Fra il 1830-31, l'Europa fu attraversata da una nuova ondata rivoluzionaria che arrivò anche nello Stato Pontificio, nei ducati di Parma e a Modena.  
Tutto però si concluse con dure reazioni, specie a Modena e nello Stato Pontificio dove era stato appena eletto Papa Gregorio XVI (1831-1846) e con presidi austriaci a Modena e francesi ad Ancona fino al 1838.

LA CRISI DEL 1831 E LE CONSEGUENZE ECONOMICHE.  I moti del 1831 per le finanze pontificie sono a dir poco disastrosi... 

La forte crisi finanziaria pesa sul bilancio dello Stato pontificio: è difficile esigere i tanti tributi, indispensabili per la fragile economia.  
Così mentre le entrate diminuiscono, le uscite aumentano a dismisura per il mantenimento dell'ordine interno...
Il papa e i suoi amministratori, allarmati, tentano varie strade, ad iniziare da un'ampia riforma legislativa, che si sarebbe già dovuta attuare già dal 1816, per pilotare anche il grave problema del debito pubblico dello Stato. 
Il banchiere Torlonia si trova anche lui dinanzi a questi rivolgimenti politici che hanno come conseguenza , come già detto, la profonda crisi delle finanze pubbliche e deve districarsi in un periodo di incertezza nei mercati. 
Il governo proprio per reperire denaro e colmare il pericoloso divario fra entrate e uscite  continua sulla strada dell'emissione di titoli di debito pubblico.
E per assicurarsi la vendita delle obbligazioni emesse, arriva addirittura a minacciare i ceti più ricchi, ventilando la possibilità di una imposizione di nuove tasse, nel caso in cui costoro non si fossero impegnati ad acquistare i titoli...Per fare cassa, a questa manovra  si aggiunge la vendita di immobili e tenute..


Il BANCHIERE ALESSANDRO TORLONIA. In questi anni è già attivo Alessandro Torlonia, nato nel 1800 dal capostipite della famiglia Giovanni. 
Seguendo le orme del padre, che seppe approfittare del turbolento periodo napoleonico per fare investimenti assai proficui, così Alessandro saprà approfittare della crisi finanziaria che colpì le finanze pontificie all'indomani dei moti del '31. 
Uomo tra i più ricchi e potenti della Roma ottocentesca, è passato alla storia per avere unito nella sua persona il banchiere, l' imprenditore, il nobile, il mecenate.
Erede di uno dei più ricchi patrimoni romani, non attuò una politica tesa a conservare quanto i suoi avi avevano costruito...ma fece molto di più diversificando il suo patrimonio in varie attività. 
Ovviamente la crisi rappresenta per il banchiere Alessandro Torlonia una grande occasione. 
Avendo grandi capitali a disposizione può approfittare delle occasioni d'oro che il mercato offre.
Acquisita così sia titoli di debito pubblico, e non si lascia scappare anche palazzi e tenute vendute dallo stato.
Torlonia è infatti  costantemente presente sul mercato romano..E' il più ricco e vuole diventare ancora più ricco...Questa la sua filosofia di vita... 

IL PAPA HA BISOGNO DI UN PRESTITO. La situazione in breve diventa drammatica al punto che papa Gregorio XIV e i suoi ministri sono costretti a chiedere un prestito ai banchieri stranieri.
E qui che Alessandro Torlonia svolge un ruolo importante, mostrando tutto il suo fiuto per gli affari.
Il Banchiere  viene incaricato di trovare, grazie ai suoi tanti contatti, un finanziatore nelle grandi capitali europee...
Il rischio paese attribuito dagli operatori allo Stato pontificio è notevolissimo, sia per le tensioni politiche sia per la costante cattiva amministrazione. 

TORLONIA E I ROTHSCHILD. Torlonia ragiona in grande e così  si rivolge ai ricchissimi ebrei Rothschild, a Parigi.
Si tratta di ottenere e gestire un prestito enorme3 milioni di scudi, su cui sarebbero state emesse obbligazioni pagabili a Parigi dai Rothschild stessi.
I banchieri francesi si dimostrarono senza scrupoli e così le condizioni poste  furono molto dure
In sostanza il papa otteneva a fronte di un indebitamento di 3 milioni di scudi, soltanto meno del 65 % della somma richiesta.

Non dimentichiamoci infatti la mazzetta data a Torlonia. Il banchiere, per la sua mediazione avrebbe guadagnato la cospicua somma di 100.00 scudi... 

Fatti i conti il governo del Papa si ritrovava a avere 1.860.000 scudi ca, somma minore rispetto al preventivato. Però si indebitava in modo tragico!!!
Nonostante alcune inascoltate critiche alla manovra e al coinvolgimento di Torlonia e dei banchieri ebrei  Rothschild...il prestito fu erogato....

BIBLIOGRAFIA E LE CARTE D'ARCHIVIO. Ricca la documentazione a nostra disposizione. Nell'Archivio di Stato di Roma  è possibile seguire la parte economica dell'affaire (provvedimenti, relazioni, regolamenti (etc. ) circa il disavanzo di bilancio, il debito pubblico, le decisioni di organi finanziari etc... 
Parte dell'Archivio della famiglia Torlonia è invece stato depositato nell' Archivio centrale dello stato. Anche la documentazione conservata nell'Archivio segreto Vaticano è utilissima per ricostruire i rapporti fra Torlonia e la Segreteria di Stato.